20 Novembre 2023

“…è tempo di smettere di pavimentare sentieri per le mucche. Invece di rivestire di silicio e software i nostri processi obsoleti, dobbiamo dimenticarli e ricominciare da capo. Dobbiamo reingegnerizzare il nostro business: usare la forza delle moderne tecnologie dell’informazione per ridisegnare i nostri processi per ottenere drammatici miglioramenti dei risultati”[Michael Hammer,1990].

In un contesto economico come quello attuale, competitivo e in continua evoluzione, l’imprenditore ha l’obbligo di fare qualcosa in più rispetto al semplice restare a galla. Anche le logiche di gestione più rodate possono essere messe a dura prova: cosa fare allora perché non si rivelino fallimentari?

Quante volte ti sei fatto le seguenti domande: “come posso rendere il processo di vendita più semplice?”, “c’è un modo per semplificare le forme, i rapporti, il coordinamento tra le persone che lavorano con me?”, “stiamo raccogliendo dati importanti o numeri senza senso?”, “la tecnologia è adeguata allo stato dell’arte?”.

Innovare i processi aziendali vuol dire quindi mettere in atto un cambiamento strategico dei flussi di lavoro al fine di migliorare l’efficienza complessiva della tua organizzazione, ovvero riprogettare per migliorarsi, fare meglio e con meno sforzi con l’obiettivo finale di incrementare la soddisfazione del tuo cliente.

Ma quali vantaggi avrai concretamente? Se decidi di innovare correttamente i tuoi processi, avrai una riduzione dei costi di gestione, dei tempi di esecuzione delle attività e, più in generale, del miglioramento della qualità interna percepita dai tuoi collaboratori e di quella reale percepita dal cliente.

Ma come fare praticamente? Come per tutte le mosse strategiche vincenti serve un metodo preciso e chiaro, un percorso strutturato che ti possa guidare fino alla fine.

La prima fase prevede l’analisi dei processi aziendali esistenti al fine di avere una visione chiara dell’organizzazione e delle sue risorse. Una fotografia, un’istantanea di persone, flussi, tecnologia, sistemi e comunicazione. Passaggio molto utile per raccogliere informazioni sullo stato attuale dell’impresa, le sue criticità e i possibili punti di innovazione.

Intraprendere un cambiamento così sfidante può far nascere resistenze da parte di alcune persone del tuo team. Per questo motivo diventa fondamentale comprendere le leve del cambiamento sulle quali agire, trasformando l’obiezione del collaboratore da “non posso cambiare” a “finalmente si cambia!”: il processo di cambiamento deve essere accolto come evoluzione, innovazione e progresso.

Scattata la fotografia sarai in grado, insieme ai tuoi collaboratori, di individuare quali sono i processi da revisionare o riprogettare per migliorare la produttività. Questo è il momento di raccogliere dati oggettivi – quindi misurabili – su tempi, costi, risorse coinvolte per comprenderne il valore effettivo e il concreto apporto nel raggiungimento dei tuoi obiettivi aziendali.

Ora puoi iniziare a progettare il futuro, cercando una sinergia con i flussi che hai deciso di non variare. Butta giù idee, diagrammi di flusso e mappe: illustrare, con simboli e forme geometriche, le attività che comporranno i nuovi processi ti aiuterà ad aumentare la precisione e a ridurre al minimo i margini di errore.

Una volta progettati, i nuovi processi devono essere formalizzati e condivisi con tutta l’azienda e resi finalmente operativi.

Quando il futuro desiderato diventa realtà, bisogna testare e misurare l’effettivo miglioramento atteso e desiderato, correggendo subito eventuali errori per migliorarne ancora di più l’impatto positivo.

Innovare i processi significa, quindi, generare vantaggi economici, finanziari e organizzativi, alzando il livello di competitività, sostenibilità e redditività della tua azienda.

 

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